Paul Preuss

Bad Aussee 1886 – Mandlkogel 1913

Formidabile alpinista stiriano, autore di almeno 1200 salite; completo su tutti i terrenti (roccia, ghiaccio e neve, fu infatti un pioniere dello sci), fu il primo a raggiungere il quinto grado in solitaria e senza chiodi. Nonostante la sua precoce scomparsa ha lasciato un segno indelebile, come pochi, nella storia dell’alpinismo. Fautore dell’arrampicata libera, senza ausilio di chiodi e corda (che utilizzò raramente), anche in discesa, convinto che le difficoltà superate in salita dovevano essere superate anche al ritorno senza ausilio di mezzi artificiali. Tra le sue salite vanno ricordate: la solitaria sulla parete est del Campanile Basso lunga una nuova via (1911); la parete nord-nord-est del Crozzón di Brenta con Paul Relly (1911); parete nord-est sulla Cima Piccolissima di Lavaredo, con Paul Relly (1911). Perse la vita in circostanze misteriose, dato che arrampicava quasi sempre da solo e slegato (free solo, si direbbe oggi), durante un tentativo alla cresta nord del Mandlkogel, nel Dachstein.

Autore di numerosi e pregevoli scritti sull’alpinismo, Preuss era anche un profondo pensatore e uno scienziato, essendosi laureato in fisiologia vegetale a Monaco di Baviera. Con le sue salite e i suoi scritti anticipò di diversi decenni quello che sarebbe stato lo sviluppo dell’alpinismo e le implicazioni etiche nell’arrampicata, non a caso Reinhold Messner gli ha dedicato un approfondito studio mettendone in risalto le eccezionali qualità alpinistiche: “L’arrampicata libera di Paul Preuss” (1987).