Ettore Castiglioni

Ruffré (TN) 1908 – Passo del Forno 1944

Nacque presso il Passo della Mendola dove la famiglia milanese si trovava in vacanza; forse, inconsciamente, fin da neonato, il magnifico panorama che si gode dal suo luogo natale lo influenzò e lo attirò verso le grandi pareti delle Dolomiti di Brenta. Laureato in giurisprudenza, a parte una breve esperienza londinese, preferì le crode alle aule di giustizia. Alpinista, Accademico del CAI, effettuò oltre duecento prime salite, in gran parte in Dolomiti, e nel 1937 prese parte ad una pionieristica spedizione alpinistica in Patagonia guidata dal conte Aldo Bonacossa, che aveva quale obiettivo la salita del Fitz Roy. Tra le sue salite: parete nord del Doss di Dalùn 81933), parete sud-est del Sass Maòr (1934), parete sud della Marmolada di Rocca (1936), parete sud della Marmolada d’Ombretta (1942) e molte altre.

Castiglioni fu autore di pregevoli articoli e ottime guide alpinistiche: “Odle Sella Marmolada” (1938), “Pale di San Martino” (1935), “Alpi Carniche” (1954) e “Dolomiti di Brenta” (1949), nella collana “Guida dei Monti d’Italia” e “Guida sciistica di Madonna di Campiglio, Bondone, Paganella, Gruppo del Brenta, Presanella”, per l’editore Montes di Torino nel 1946. Le sue guide alpinistiche sono, come ricorda Gino Buscaini: «Un invito esemplare alla precisione e alla concisione, della massima attualità anche oggi perché ci troviamo in un periodo in cui il dettaglio eccessivo è divenuto di moda» (“Guida dei Monti d’Italia”, pp.183-190 IN: 10a Rassegna internazionale dell’editoria di montagna, Trento, 1996). Castiglioni scomparve per ipotermia nel 1944, durante una bufera di neve al Passo del Forno, durante la fuga dalla Svizzera dove era stato imprigionato durante una delle molte azioni di accompagnamento oltre confine di ebrei e antifascisti, tra i quali il futuro Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. In tempi vicini a noi è stata pubblicata parte dei diari alpinistici, anche se un altrettanto consistente volume risulta ancora inedito ed è conservato presso l’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano, fondato da Saverio Tutino, nipote di Ettore Castiglioni.