Bruno Detassis

Trento 1910 – 2008

Suo padre Antonio (1880-1972) era una figura di rilievo nel Trentino d’inizio Novecento, irredentista e socialista, fu uno dei più noti sindacalisti trentini, amico e collaboratore di Cesare Battisti. Durante la prima guerra mondiale tutta la famiglia fu incarcerata nel campo di concentramento di Jiccim in Boemia. Dopo la guerra in casa Detassis nacquero altri due figli: Catullo (1923-1982) e Giordano (1926-2003), entrambi guide alpine e maestri di sci.

L’attività alpinistica di Bruno Detassis cominciò sulle paretine attorno alla città natale. La Paganella fu la prima vera montagna affrontata; a soli 16 anni (6 luglio 1926) salì la via normale da capocordata, assieme a Pietro Stenico. Sulla parete della Roda della Paganella Bruno aprì una nuova “Via diretta” sulla parete sud-est, con Aldo Pedrotti, Gino Corrà e Nello Bianchini (18 settembre 1932). La salita venne ripetuta l’anno dopo dagli stessi e filmata da Aldo Pedrotti; questo film rappresenta il primo documento filmico dell’alpinismo trentino. In quel periodo Detassis fu anche protagonista, assieme a Giovanni Strobele e Arturo Castelli, dell’ideazione e realizzazione della celebre “Via delle bocchette”.

Detassis arrampicò con i più forti alpinisti di sempre, come ad esempio Ettore Castiglioni, conosciuto nel 1933. In Brenta realizzò vie eccezionali: parete nord est della Brenta Alta, “Via Trento”, nel 1934 con altre due guide: Enrico Giordani e Ulisse Battistata. Con Giordani realizzò la celebre “Via delle guide” al Crozzon di Brenta nel 1935. A fine luglio del 1936 con Enrico Giordani sale la parete sud-sud-ovest della cima nord-ovest del Croz dell’Altissimo. Nel 1937 Bruno incrociò l’Accademico del CAI Giorgio Graffer, i due inventarono una delle maggiori vie in Brenta: il pilastro di destra della parete est di Cima Tosa. Risalgono all’estate 1938 le salite con Rizieri Costazza: parete sud-ovest della Torre di Brenta, Torrione Dallago del Dos di Dalun e la Canna d’Organo del Piccolo Dain, una salita di 350 metri, molto difficile, con soli venti chiodi su roccia poco sicura, uno di simboli dell’arrampicata classica in valle. Nel 1939 sposò la maestra di sci triestina Nella Cristian (1909-2002). Allo scoppio della guerra Detassis fu richiamato a Merano come sergente istruttore di alpinismo e sci nella Divisione alpina Tridentina. L’8 settembre venne fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania nel Lager di Oerbke. Nel 1949 prese la gestione del rifugio Brentei; fu anche a capo della prima spedizione trentina in Patagonia (1957-1958) e nel 1956 condusse la prima traversata delle Alpi con gli sci.

Bruno Detassis rimase in Brenta quasi fino alla fine, nonostante i problemi alla vista; la sua lunga vita terminò l’8 maggio 2008.